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Venerdì 27 Aprile 2018 02:42:42
DIPLOMATI MAGISTRALI

Sull’applicazione della Sentenza del Consiglio di Stato n.11/2017 riguardante i diplomati magistrali.

Il MIUR ha esposto sinteticamente in merito a:

1) efficacia della sentenza,

2) valore del periodo di prova degli immessi in ruolo.

In merito al primo punto l’amministrazione ha comunicato che, secondo il parere dell’Avvocatura la sentenza ha valore soltanto nei confronti dei ricorrenti di cui ai giudizi pendenti su cui si è espressa in modo specifico l’adunanza plenaria, riguardante circa 2000 docenti.

Ha comunicato, altresì, che detta sentenza ha funzione nomofilattica verso tutti gli altri giudizi pendenti (sul cui merito ancora non si è espresso il giudice) su cui i giudici necessariamente non potranno fare altro che uniformarsi.

L’amministrazione ha evidenziato che giuridicamente non può intervenire in autotutela per i giudizi pendenti, dichiarandosi costretta ad eseguire le future sentenze, oltre a questa del Consiglio di Stato.

Restano ferme ed efficaci le sentenze passate in giudicato che non sono toccate dai pronunciamenti del Consiglio di Stato.

In merito al secondo punto l’amministrazione ha riferito il parere dell’Avvocatura sul valore del periodo di prova: la sentenza, travolgendo il valore del titolo di accesso, necessariamente vanificherà il periodo di prova ed avrà effetti negativi su tutti i benefici conseguenziali.

Lo Snals-Confsal

  • ha ribadito la necessità di una tutela per il personale, prospettando una soluzione politica attraverso una norma speciale che salvaguardi i diritti dei lavoratori, anche attraverso un urgente intervento in sede parlamentare. E’ necessario conciliare gli interessi dei ricorrenti rispetto alle altrettanto legittime aspettative dei laureati in Scienze della formazione primaria, salvaguardare e garantire la continuità didattica degli alunni e il funzionamento di tutto il sistema scolastico, che deve poggiare sulla centralità dell’alunno;

  • ha chiesto all’amministrazione come intende procedere, se con provvedimenti di revoca o di decadenza dal ruolo acquisito, precisando che potranno essere oggetto di impugnativa con ulteriore danno al sistema scuola. Pertanto diventa necessario una soluzione politica.

L’amministrazione ha quindi confermato un atteggiamento sensibile a tali problematiche e ha concordato con le Organizzazioni sindacali l’apertura di un tavolo tecnico per il prossimo 3 maggio al fine di approfondire numeri e dati su cui elaborare soluzioni da fornire ai responsabili della scuola dei vari gruppi parlamentari.

Nel frattempo proseguirà il confronto con i gruppi e le organizzazioni che nei mesi passati erano stati ricevuti dal Miur a seguito della sentenza di dicembre 2017.

 

 


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